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| INTERVENTO DIVINO |
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---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- mercoledi' 25 NOVEMBRE ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- un film di Elia Suleimane con Elia Suleimane e Manal Khader soggetto e sceneggiatura di Elia Suleimane colore100 min – Palestina/Francia - 2002 – Premio della Giuria e Premio FIPRESCI Festival di Cannes 2002 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ![]() ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Benvenuto a Elia Suleiman, documentarista palestinese di Nazareth, che con Intervento divino, cronaca di amore e dolore, racconta in una serie di sketch ad alto potenziale esplosivo, surreale, grottesco com'è difficile oggi volersi bene e volersi male in Medio Oriente (ma da Cannes a oggi la situazione è peggiorata). In bilico - ma è un equilibrio stilistico ed espressivo ben saldo, tra aforisma, satira, oltraggio, provocazione - il film, che inizia con l'assassinio di Babbo Natale, è un efficace diario di vita quotidiana con rimandi non casuali a Tati e Ioseliani. Vicini di casa e di confine che si fanno i dispetti, una coppia che si incontra al check point tra Gerusalemme e Ramallah, una palestinese che diventa una guerriera ninja e abbatte piroettando un plotone israeliano, noccioli di albicocche che fanno esplodere un carro armato e un palloncino col volto di Arafat che vaga fellinianamente nel cielo e finisce per posarsi sulla moschea di Gerusalemme. La morale travestita in sofferto fantasy: da vedere e ascoltare. Maurizio Porro. Il Corriere della Sera, 9 novembre 2002 All'inizio, un Babbo Natale arrancante, affannato, spaventato, viene ucciso a coltellate da un gruppo di ragazzini più interessati a fargli la pelle che ai suoi doni. Alla fine, una ragazza guerriera splendente e magnifica, una feddayn-ninja prodigiosa che attira le pallottole sparate dai militari israeliani in esercizio di tiro, le rinvia e ridistribuisce agli sparatori dispensando morte come una kamikaze, ascende nell´alto dei cieli come una tardiva Madonna. A metà, un palloncino con la faccia di Arafat che distrae le guardie isrsaeliane consente a una coppia di amanti di passare una notte insieme a Gerusalemme. Elia Suleiman, 42 anni, palestinese di Nazareth, vissuto a New York, abitante a Gerusalemme, è anche protagonista del suo film, storia di ogni impossibilità e di ogni follìa sottostante all´apparenza della normalità tra due città, Gerusalemme e Nazareth, che sono l´immagine deformata della tragica realtà di Israele e dei Territori. Un film nella perenne guerra israelopalestinese: ma il regista non rinuncia a raccontare una vita non appiattita dal conformismo manicheo della rappresentazione bellica, non rinuncia ai simboli, all´assurdo e al comico, non rinuncia al tentativo di abbattere barriere e neppure a un certo narcisismo. I buoni possono essere inetti e maligni, i cattivi pigri e ridanciani. I protagonisti, due emblematici giovani amanti palestinesi (lui di Gerusalemme, lei di Ramallah), separati da un posto di controllo israeliano, possono incontrarsi soltanto in automobile nel parcheggio accanto a quel blocco dove i soldati maltrattano e sfottono i passanti. Azioni, situazioni, personaggi paiono sospesi nell´aria in un mondo irrazionale e violento, dove il potere è implacabile e le vittime non sono arrese. Intervento divino è un film fortemente politico che si sottrae a ogni retorica propagandistica: caso raro, molto interessante. Lietta Tornabuoni, La Stampa, 12 novembre 2002 |

